Centro Studi di Civiltà e Spiritualità Comparate
Il Centro si configura come la naturale evoluzione dell’Istituto Venezia e l’Oriente istituito nel 1958, quale sezione autonoma del Centro di cultura e civiltà. L’idea di fondare l’Istituto nasce in linea con il programma dell’UNESCO Oriente e Occidente, in cui Venezia è pensata come la storica cerniera tra Nord e Sud ed Est e Ovest. L’Istituto viene dotato di una biblioteca che oggi conta più di 40.000 volumi e che continua a crescere.
Il focus iniziale dell’Istituto Venezia e l’Oriente, guidato dallo storico, orientalista e diplomatico Giuliano Bertuccioli, riguarda India, Cina e Giappone, con particolare attenzione alla religione buddista. In questo periodo vengono organizzate lezioni magistrali (con le relative pubblicazioni) e importanti mostre, come quelle dedicate alle miniature indiane (1959), alle stampe giapponesi della scuola Ukiyo (1961) e alle miniature islamiche dei secoli XIV-XIX (1962), quest’ultima andata in tour a Teheran, Tokyo e Osaka.
Nel 1964 l’Istituto vive un periodo di riordinamento. La Fondazione prova a focalizzare l’attenzione sul vicino Oriente (mondo bizantino, slavo e islamico) a partire dalla storica relazione con la Serenissima. Una ricca attività editoriale accompagna l’Istituto, raccolta nella collana Orientalia Venetiana pubblicata dal 1984 al 2005, per le edizioni Leo S. Olschki di Firenze. Nel corso degli anni Settanta e Ottanta lo sguardo si concentra sull’Est Europa. In piena Guerra Fredda, la Fondazione si trova a promuovere un inedito e importante lavoro di diplomazia culturale, tanto da far nascere un nuovo Istituto, Venezia e l’Europa che però sarà attivo solo tra il 2001 e il 2006.
Nel 2017 si decide di dar vita all’attuale Centro Studi di Civiltà e Spiritualità Comparate, che sposta l’attenzione dall’approccio orientalista a favore di una socioantropologia delle religioni e della cultura, provando a esplorare nuove idee, espandere i contatti e adottare nuove pratiche. Ad oggi, la biblioteca del Centro Studi è caratterizzata dalla presenza di raccolte librarie specializzate nelle culture dell’Oriente con particolare attenzione alle grandi tradizioni spirituali del mondo sia d’Oriente che d’Occidente. Tra queste spiccano quelle di Alain Daniélou, Tiziano Terzani e Giovanni Vacca. Inoltre, grazie al fondo Daniélou, il Centro Studi conserva una grande collezione di copie manoscritte di trattati di musicologia sacra delle tradizioni dell’India e di libri attinenti allo studio del pensiero tradizionale. Non di meno, la specificità della biblioteca è da cercarsi nelle riviste dedicate allo studio comparativo delle civiltà, che la Fondazione Giorgio Cini si impegna ad aggiornare ogni anno. Il fondo di microfilm della biblioteca imperiale di Pechino impreziosisce ulteriormente le raccolte.
Dal 2017 direttore del Centro è Francesco Piraino.

Positivo fotografico del fondo Tiziano Terzani, senza data, Archivio Tiziano Terzani, Centro Studi di Civiltà e Spiritualità Comparate. © Fondazione Giorgio Cini
Un approccio comparativo alle diverse culture, religioni e spiritualità: lo studio e la ricerca multidisciplinare diventano strumento per promuovere il dialogo fra le civiltà, favorendo lo scambio e il confronto con esperienze politiche, teoriche ed estetiche.
ARCHIVIO TIZIANO TERZANI
L’archivio del grande reporter e scrittore italiano Tiziano Terzani restituisce un ritratto inedito del noto giornalista a partire dai suoi documenti. Viaggiatore poliglotta animato da grande curiosità, nel corso della vita si è interrogato sulle questioni politico-religiose internazionali e sulla condizione umana posta di fronte alla modernità e ai mutamenti sociali di portata storica. L’archivio Tiziano Terzani si caratterizza per la particolare eterogeneità di tipologie documentarie presenti, scritti preparatori autografi per pubblicazioni di articoli e opere, appunti manoscritti e dattiloscritti relativi all’attività di giornalista, taccuini, diari personali, ritagli stampa, carteggio personale e professionale, cartoline, positivi e negativi fotografici, mappe, materiale di studio e inoltre documentazione anagrafica e scolastica. L’archivio include anche una documentazione postuma, raccolta dalla famiglia.
RELIGIOGRAPHIES
Rivista open-access e peer-reviewed, è dedicata allo studio dei fenomeni religiosi. Con un approccio interdisciplinare, Religiographies promuove il dialogo tra storici, sociologi, antropologi, filosofi e psicologi su tre temi principali: misticismo, esoterismo e spiritualità. La rivista non si limita alle spiritualità alternative, ma le esplora nel loro contesto culturale e storico, mettendo in discussione le categorie tradizionali della religione e includendo una sezione chiamata heterographies, dedicata a opere artistiche e visive.
BIBLIOTECA
La biblioteca del Centro Studi di Civiltà e Spiritualità Comparate è caratterizzata dalla presenza di raccolte librarie specializzate nelle culture dell’Oriente con particolare attenzione alle grandi tradizioni spirituali del mondo sia d’Oriente che d’Occidente. Tra queste spiccano quelle di Alain Daniélou, Tiziano Terzani e Giovanni Vacca. Inoltre, grazie al fondo Daniélou, il Centro Studi conserva una grande collezione di copie manoscritte di trattati di musicologia sacra delle tradizioni dell’India e di libri attinenti allo studio del pensiero tradizionale. Non di meno, la specificità della biblioteca è da cercarsi nelle riviste dedicate allo studio comparativo delle civiltà, che la Fondazione Giorgio Cini si impegna ad aggiornare ogni anno. Il fondo di microfilm della biblioteca imperiale di Pechino impreziosisce ulteriormente le raccolte.
Le ricerche del Centro Studi
TEMI DI RICERCA
- Misticismo, esoterismo, spiritualità e religione popolare sono concetti sfuggenti, che, come dice Michel De Certeau, spaventano ancora l’epistemologia delle scienze sociali contemporanee. Invitiamo i ricercatori a lavorare su questi termini in maniera interdisciplinare, connettendo riflessioni filosofiche, scienze sociali e teologie. I ricercatori potranno lavorare nella biblioteca del Centro, che ospita una ricca collezione di testi di storia delle religioni, letteratura coloniale, orientalismo, ed esoterismo.
- I confini tra scienza e religione sono spesso fluidi. Alcuni storici, orientalisti e psicanalisti del XX secolo come Mircea Eliade, Henry Corbin, e Carl Gustav Jung sono stati definiti “religionist”, in altre parole hanno mescolato concezioni ed esperienze del sacro con descrizioni storico-scientifiche. All’interno dei nuovi movimenti religiosi e nella cultura New Age si è sviluppata una corrente strettamente legata alle narrative delle scienze naturali, chiamata anche “Quantum mysticism”, dove le categorie delle scienze sono rielaborate per descrivere fenomeni religiosi. Completamente diversa, anche se con qualche assonanza, è la “svolta ontologica” descritta dall’antropologia contemporanea, che apre alla possibilità di altre realtà e dimensioni. Chiediamo agli studiosi di esplorare i confini tra scienza, cultura e religione.
- La relazione con l’Altro. Ogni forma religiosa si deve confrontare con l’alterità, tematizzando il confine tra “noi” e “loro”, che sia di natura culturale, etnica, linguistica, o legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Chiediamo agli studiosi di tematizzare i confini religiosi. Come è percepito l’Altro? Chi è l’infedele? Come si muovono queste frontiere in base al contesto politico e sociale?
- Tra New e Old Age. Le scienze sociali hanno cercato di descrivere i cambiamenti delle pratiche religiose nelle società contemporanee coniando nuove categorie, quali “modernità religiosa”, “bricolage”, “post-secolare”, “new age”. Il rischio è quello di cadere nel presentismo, ascrivendo tutte le caratteristiche dei fenomeni religiosi alla cosiddetta svolta della modernità. Proponiamo quindi di indagare le relazioni tra vecchie e nuove tendenze nei fenomeni religiosi.
- Fenomenologia del corpo religioso: percezioni, emozioni, sensazioni e costruzione del corpo. Chiediamo agli studiosi di descrivere l’intreccio tra corpo, percezione, comprensione e cultura.
- Progetti dedicati allo studio e valorizzazione dell’Archivio Tiziano Terzani, donato dalla famiglia alla Fondazione Giorgio Cini, contenente documenti personali e fotografie.