La Fondazione Giorgio Cini ha da sempre una vocazione di dialogo tra discipline umanistiche e scientifiche ed è riconosciuta come luogo di riflessione su questioni globali. Con il simposio Global Health in the Age of AI: Charting a Course for Ethical Implementation and Societal Benefit, organizzato lo scorso novembre, la Fondazione ha rinnovato questo impegno, inaugurando un nuovo ciclo di incontri internazionali per facilitare l’individuazione di soluzioni alle sfide del contemporaneo.
Quest’anno, il simposio Democrazia e Pandemie intende esplorare come i sistemi democratici possano affrontare le sfide dei contagi pandemici, approcciando il tema in chiave interdisciplinare. Il simposio riunisce esperti di medicina, economia, politica, sociologia, filosofia e diritto con l’obiettivo di sviluppare soluzioni globali e sostenibili. L’evento sottolinea l’importanza della collaborazione internazionale, offrendo riflessioni concrete per minimizzare i danni umani ed economici delle future crisi sanitarie.
Venezia è stata devastata nei secoli da drammatiche epidemie. Le basiliche votive come la Salute e il Redentore ne sono una traccia. Venezia ha però saputo reagire, sviluppando regole e strutture volte a prevenire e contenere le pandemie. Non è un caso che parole come lazzaretto e quarantena siano nate a Venezia. A partire dalla storia della Serenissima, gli Istituti della Fondazione articolano durante tutto l’anno un programma interdisciplinare di eventi culturali.

Bortoluzzi Luigi detto Borlui, Veduta aerea del Lazzaretto Vecchio. Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Fototeca dell’Istituto di Storia dell’Arte
La Fondazione Giorgio Cini presenta un programma di attività interdisciplinari nel corso di tutto l’anno, dedicato al tema Democrazia e Pandemie: un grande simposio a novembre, convegni, concerti e una mostra nella Biblioteca del Longhena.
Programma delle attività
CONVEGNO | 10 — 12 GIUGNO 2025
La conferenza, dedicata al rapporto tra spiritualità e medicine in chiave comparativa e trans-storica, interroga le medicine popolari, vernacolari, complementari, alternative, indigene e biologiche. I movimenti di cura alternativa alla medicina scientifica che hanno contestato la gestione della pandemia hanno spesso radici di tipo religioso e/o spirituale e hanno avuto ricadute politiche di grande impatto, fornendo nuove energie a nazionalismi, populismi e fondamentalismi.
GIORNATA DI STUDI | 17 — 18 GIUGNO 2025
Cinque anni sono trascorsi da quando il Covid-19 ha colpito il mondo influenzando profondamente il pensiero e le relazioni sociali. La giornata di studi intende valutare le conseguenze della pandemia attraverso una riflessione sui suoni e le pratiche musicali, tra i temi di ricerca dell’Istituto nel 2025 anche nell’ambito della serie di workshop online Sguardi musicali.
SEMINARIO E CONCERTO | 23 — 27 GIUGNO 2025
Nell’ambito della vasta produzione sacra e profana di Ciconia, il Seminario si concentra particolarmente sui mottetti cerimoniali, tra cui Ut te per omnes celitus / Ingens alumnus Padue. Composto a Padova e esplicitamente dedicato a Zabarella, il brano descrive l’onnipotenza divina e allude a uno scenario apocalittico attraverso le parole omnipater qui cuncta nutu concutit.
Che questo scenario possa alludere alla peste è suggerito dalla recrudescenza della malattia occorsa a Padova nel 1404, che costrinse Zabarella a ritirarsi, forse con parte dei suoi familiares, a Cittadella. L’ipotesi viene esaminata assieme ai rapporti che legano la peste non solo alla vicenda biografica di Ciconia e dei suoi protettori, ma anche a repertori musicali a lui coevi. Barbara Zanichelli e Pedro Memelsdorff sono i docenti del seminario, realizzato in collaborazione e con il contributo di Fondazione Concordance (Basilea), Alamire Foundation (Lovanio), Irma Merk Stiftung e L.+Th. La Roche Stiftung (Brasilea).
MOSTRA | 20 GIUGNO — 19 DICEMBRE 2025
La Biblioteca del Longhena ospita un’esposizione di documenti e pubblicazioni risalenti ai secoli XVI-XVII, incentrata sul tema delle ultime due pestilenze avvenute a Venezia, della politica sanitaria della Serenissima e dei risvolti culturali e artistici vissuti come risposta al cataclisma. Inoltre, la mostra è arricchita, tramite soluzioni multimediali, da immagini, testi, documenti sonori e video, ovvero da contenuti visivi che permettono di approfondire le conoscenze. Nell’insieme si tratta di un’esperienza che punta a coinvolgere il visitatore, con l’obiettivo di unire il documento, la visione storica e le esperienze scientifiche del passato con i linguaggi della tecnologia odierna.
GIORNATA DI STUDI | 30 settembre 2025
Questa giornata di studi è organizzata in collaborazione con il Laboratorio Soldado de Nápoles, diretto da Gabriele Frasca dell’Università di Salerno. Il gruppo compie indagini sull’intreccio tra la Prima Guerra Mondiale e la pandemia come fattore determinante per la formazione del clima artistico e culturale degli anni Venti del XX secolo. Le relazioni offrono una serie di letture critiche che spaziano tra diversi ambiti artistici e disciplinari: dai volti della malattia in Egon Schiele alle figure del contagio e della contaminazione in The Waste Land di T.S. Eliot, all’intreccio di cosmopolitismo e nazionalismo musicale in Histoire du soldat di Igor Stravinskij, fino all’impatto della pandemia sulla concezione delle Sette canzoni di Gian Francesco Malipiero.
CONVEGNO | 17 ottobre 2025
La mostra vuole rievocare e mettere in scena la temperie culturale e artistica di quei primi decenni del Settecento a Venezia che fanno da sfondo alla nascita e alla formazione di Casanova.
Il progetto espositivo si articola tra l’Isola di San Giorgio Maggiore e la Galleria di Palazzo Cini, con il coordinamento scientifico di Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte. Al centro, la straordinaria silloge di caricature presenti nell’Album di Anton Maria Zanetti il Vecchio, oltre a una selezione di dipinti, disegni, incisioni, oggetti, libri e ulteriori testimonianze provenienti dalle raccolte della Fondazione unitamente a preziosi prestiti di musei e collezioni italiani ed esteri.
Particolarmente affascinanti saranno i materiali del Fondo Nino Rota conservati dall’Istituto di Musica, che si riferiscono al celebre film Il Casanova di Federico Fellini (1976): quaderni con appunti musicali, spartiti manoscritti, fotografie. Dal Fondo Malipiero, invece, saranno disponibili altri documenti, che testimoniano la particolare attenzione del celebre compositore per il Settecento veneziano, cui ha dedicato un importante corpus di opere, oltre che un testo (Giacomo Casanova e la musica, in “Il filo d’Arianna. Saggi e fantasie”, Einaudi 1966), di cui si conservano appunti e trascrizioni.
SIMPOSIO | 13 — 15 novembre 2025
La Fondazione Giorgio Cini ha da sempre una vocazione di dialogo tra discipline umanistiche e scientifiche ed è riconosciuta come luogo di riflessione su questioni globali. Con il simposio Global Health in the Age of AI: Charting a Course for Ethical Implementation and Societal Benefit, organizzato lo scorso novembre, ha rinnovato questo impegno, inaugurando un nuovo ciclo di incontri internazionali per facilitare l’individuazione di soluzioni alle sfide del contemporaneo. Quest’anno, il convegno Democrazia e Pandemie intende esplorare come le democrazie possano affrontare le sfide delle pandemie, approciando il tema in chiave interdisciplinare.
Il simposio riunisce esperti di medicina, economia, politica, sociologia, filosofia e diritto, per sviluppare soluzioni globali e sostenibili. L’evento sottolinea l’importanza di una collaborazione internazionale e mira a offrire riflessioni concrete per minimizzare i danni umani ed economici delle future crisi sanitarie.
GIORNATA DI STUDI | 11 dicembre 2025
L’obiettivo dell’incontro è quello di indagare il ruolo del teatro come patrimonio culturale della democrazia, partendo da esempi di messinscena contemporanee di testi drammatici incentrati sulle grandi pandemie ed epidemie della storia. A un approccio teorico sul tema, seguono le testimonianze di studiosi e artisti relativi ai più importanti spettacoli contemporanei dedicati a questi temi, tra i quali La vita di Galileo di Bertolt Brecht, messo in scena da Giorgio Strehler negli anni Sessanta e La peste di Albert Camus, allestito da Claudio Longhi per il Teatro Stabile di Torino e da Serena Sinigaglia per lo Stabile di Bolzano, negli anni Duemila.